Il neomarxismo di Fredric Jameson deve essere contrapposto all’accattivante progetto accademico-populista di Umberto Eco. Di Eco si può ormai dire quello che Furtwängler ha detto di Toscanini: “Soltanto un battitore di tempo”. L’accostamento è stimolante: che cosa batte nel tempo della maledetta Italia? Tutta la cultura italiana è una cultura populista, che può inchinarsi a spiegare tutto, proprio perché nulla ha da essere tenuto in uno stato di nascondimento. Che cosa è che, altrimenti, una cultura dovrebbe impegnarsi a mantenere nel suo stato di non dispiegamento, cioè di nascondimento? Tutto il populismo si basa su un paradosso che riguarda la possibilità di essere capace di spiegare qualcosa che invece si determina in quanto impossibilità nei confronti di una spiegazione. Ogni cultura deve delimitarsi in quanto non possibilità di spiegare – proprio perché deve invece delimitarsi in quanto capacità di non nascondere. Questo non per impedire un disvelamento, quanto per permettere il trasporto di ciò che di mistero si era da sempre generosamente celato nell’origine. Ma l’Italia è proprio ciò che non ha un’origine. Vale a dire che è priva di origine. Ogni testo è iniziale: ogni testo deve preservare il mistero dell’origine. Il giudizio di Furtwängler batte il tempo sulla gobba della cultura italiana. La gobba della cultura italiana è il tumore che cresce connivente sulla schiena dell’Europa. Toscanini come Eco? Avanti! Così il giudizio di Furtwängler la dice lunga sul disprezzo che deve essere sputato sulla bolla del meticciato culturale. Questo dipende dal fatto che l’Italia è solo un povero documento falso, uno dei tanti documenti falsi fabbricati dal meticcio italiano Simone Simonini. È questo rotolare da falso a falso (come i cadaveri stecchiti allineati nel cunicolo fognario, come la merda che rotola compatta nel water – nel water così ammirato da Simonini in quanto spettacolare invenzione del secolo) che ha permesso la fabbricazione dell’Italia. Infatti l’Italia è solo merda che rotola. Il romanzo del cimitero di Eco ha come fine quello di sbeffeggiare i Protocolli e l’antisemitismo, ma ciò che salta alla lingua in quanto beffa è proprio il documento tra tutti più falso – cioè la fabbricazione dell’Italia. E in questo il romanzo del meticcio italiano Umberto Eco, steso – come un’amaca nell’arredamento di un appartamento postmoderno – a sfumare la differenza tra vero e falso, dice di nascosto il vero, una volta per tutte. La merda rotola e galleggia gloriosamente tutta stretta nei tubi insieme nell’estasi del water. Ogni minimo segmento di merda instaura una discussione filosofica sulla comune condizione storico-esistenziale con gli altri frammenti di merda ad esso adiacenti; ma poi, su tutti insieme, come avviene nell’Oro del Reno per le Figlie del Reno, brilla il fischio solare dello sciacquone e si fa la Costituzione. L’Italia sale allora sul treno della storia.